Palazzo dell' Accademia

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accademiacollezioneferricropNel 1768 Maria Teresa istituì la Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere a cui l'anno successivo furono aggregate la Colonia Filarmonica e l'Accademia di Pittura, Scultura e Architettura, fondata nel 1752 dal pittore e architetto teatrale Giovanni Cadioli. Immediata fu la necessità di individuare una sede sufficientemente ampia e rappresentativa. Il governo ipotizzò fin dall'inizio un'integrale ristrutturazione del palazzo in parte già sede dell'Accademia cittadina. Di origine medioevale, residenza di Giulio Cesare Gonzaga di Guastalla, che dal 1562 vi insediò l'Accademia degli Invaghiti, il complesso, unito alla scomparsa Chiesa della Madonna del Popolo, che già occupava per intero l'isolato, era caratterizzato da un impianto quadrangolare con cortile centrale circondato da un solo ordine di vani. Gli ambienti a ridosso della facciata verso l'attuale via Accademia erano occupati dall'Arte dei Portatori del Vino, i locali rivolti verso la Chiesa della Madonna del Popolo facevano parte della parrocchia, e all'Accademia erano riservate le stanze poste nella zona prospiciente il Collegio dei Gesuiti, oltre naturalmente al Teatro Scientifico, rifabbricato a partire dal 1767 su progetto di Antonio Galli Bibiena (1697-1774) che occupava, col suo invaso, quasi un terzo dell'intera fabbrica. La difficile integrazione tra le due istituzioni accademiche rallentò però l'avvio dei lavori. Dopo la bocciatura delle prime proposte progettuali di Antonio Galli Bibiena fu organizzato di fatto un concorso.
Si trattò di una verifica delle doti del giovane Giuseppe Piermarini, da poco nominato architetto camerale, e di una prova impietosa per un artista affermato come Antonio Galli Bibiena, del quale fu messa in discussione la capacità di interpretare le nuove esigenze dell'amministrazione statale. Ai due architetti furono assegnate precise indicazioni funzionali e spaziali, oltre alle disposizioni sulla "maestosa semplicità romana", cui doveva tendere il linguaggio architettonico. Il 22 luglio 1771, con dispaccio imperiale, il governo approvò il progetto del Piermarini che, nel disegno per la facciata, prevedeva una intelaiatura strutturale in grado di conferire regolarità ed uniformità all'edificio, caratterizzato da una disposizione interna piuttosto varia e asimmetrica a causa delle preesistenze.
Eseguito tra il 1773 e il 1775, sotto la direzione di Paolo Pozzo, autore della Sala del Direttorio (oggi detta "del Piermarini"), impreziosita da raffinati stucchi allegorici disegnati da Giuseppe Bottani ed eseguiti da Stanislao Somazzi, oltre che dalla tavola dedicatoria in marmo greco e dalle tele di Hubert Maurer (1738-1818) raffiguranti Maria Teresa, Francesco I e Giuseppe II d'Asburgo, il palazzo fu inaugurato nel giugno del 1775.