Macchina di Mariotte

mariotte media

Anno di costruzione: fine 1700, inizi 1800
Materiale: Legno con 6 palle di avorio. Originariamente erano 8
Altezza 102,0 cm; lunghezza 67,5 cm; larghezza 21,0 cm

Appare citata nella Statistica del dipartimento del Mincio, opera postuma di Melchiorre Gioja, come strumento appartenente alle macchine scientifiche del I.R. Liceo di Mantova nel 1807.
Costruita a Firenze viene definita dal Gioja "buon lavoro".

Questo apparato è attribuito a Edme Mariotte scienziato francese, nato verso il 1620 a Digione, morto il 12 maggio 1684 a Parigi. Per buona parte della sua vita espletò la funzione di Priore a Saint-Martin-sous-Beaune a Digione.
apparato di MARIOTTE Il suo nome è per lo più associato ai fenomeni termodinamici, ma Mariotte si interessò anche di urti tra corpi e ne scrisse nel trattato del 1673 dal titolo Traité de la percussion ou choc des corps, dans lequel les principales règles du mouvement, contraires à celles que Mr. Descartes et quelques autres modernes ont voulu établir, sont démontrées par leurs véritables causes. Come si vede al Priore non manca la vena polemica.

Tutta una serie di esperienze che si potevano fare con questo apparato sono descritte da Jean-Antoine Nollet nelle Leçons de physique expérimentale (Paris, 1743-1748) da cui è tratta la figura a fianco.

L'apparato serviva sia per analizzare gli urti elastici, con le palle d'avorio, sia per quelli anelastici utilizzando una palla di legno o di argilla e osservando ciò che accadeva. La legge di conservazione dell'energia meccanica, che bene interpreta gli urti elastici, fu formulata solo dopo la metà del 1800.

Oggi un oggetto analogo si trova spesso come giocattolo o soprammobile anche nelle nostre case, ma è derivato da quello usato per esperimenti dimostrativi (con solo tre sfere) dallo scienziato inglese Robert Hook nel 1666, che lo dedicò allo scomparso Isacco Newton.