Airone Rosso

Airone Rosso (Ardea purpurea; volg. Sguàch)

Sia nella collezione naturalistica del Liceo Virgilio che in quella conservata a Palazzo d'Arco figura un esemplare, in discreto stato di conservazione. Paolo Lanfossi, docente di storia naturale nel Liceo Virgilio di Mantova, scrivendo nel 1825 a Giuseppe Moretti, professore all'Università di Pavia, così annotava a proposito dell'ardea purpurea, di cui aveva ricevuto due esemplari maschi catturati sul lago (forse il Superiore) da un cacciatore mantovano, tal Boccaletti: Vive sui fanghi e sulle terre innondate. Cammina stentatamente. Vola grave e solitaria. È furba, sospettosa. Al menomo sussurro drizza il suo lunghissimo collo e si guarda d'attorno, fissa l'oggetto di cui diffida senza perderlo di vista un istante e fugge a volo prima che le si avvicini. Le sue carni sono dure, filamentose, insipide, cattive. Amore per la scienza che, evidentemente, non andava disgiunto dai suoi risvolti culinari... A sua volta Paolo Lanfossi, docente al Virgilio dopo Bendiscioli, così scrive nel suo Saggio di storia naturale dei contorni di Mantova del 1825: Questa specie trattiensi per lo più intorno al lago e nidifica. Quest'anno se ne presero diverse; io ne ebbi un novello sul principio d'Agosto, preso sul lago. Se già in passato il passaggio e la sosta di aironi rossi nel territorio dovevano risultare non del tutto sporadici, oggi questa specie migratoria dall'Africa è localmente diffusa nel mantovano, presso diverse zone umide caratterizzate dalla presenza di fitti canneti e arbusteti. Nella riserva naturale "Valli del Mincio", in particolare, è nidificante almeno dal 1981 con una folta colonia di coppie in una estesa garzaia del Lago Superiore.