coccodrillo del nilo

Coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus)

Perlomeno dal Cinquecento il coccodrillo ha intessuto un suggestivo dialogo simbolico non solo con la tradizione popolare e devozionale mantovana, ma anche con la storia culturale – segnatamente, scientifica – della città. I riferimenti abbondano: anche a tacere del notissimo coccodrillo appeso al soffitto del Santuario votivo di S. Maria delle Grazie, non meno di cinque esemplari pare adornassero, un tempo, la Galleria della Grotta di Palazzo Ducale, luogo per eccellenza del collezionismo eclettico naturalistico di casa Gonzaga. Altri tre sono oggi conservati, rispettivamente, nel Museo Naturalistico di Palazzo d'Arco (rettile di epoca imprecisata), nel Gabinetto Scientifico del Seminario Diocesano e nel Museo di Storia Naturale del Liceo Virgilio. Il coccodrillo di quest'ultimo, quasi tre metri e mezzo di lunghezza, fu donato all'istituto nel 1830 da Giuseppe Acerbi (1773-1846), che lo aveva catturato personalmente l'anno prima durante una spedizione in Egitto in veste di diplomatico per il governo di Vienna. Così Giovanni Bendiscioli annotò in un inventario del 1860: Cocodrillo del Nilo, appeso alla volta del Museo con adatte armature di ferro. Lacerta crocodilus. Nel 1856 si era deciso che un preesistente esemplare della collezione del Virgilio, in non ottimale stato di conservazione, in quanto doppione fosse conseguentemente devoluto al Seminario Diocesano, dove tutt'ora si trova.