Narvalo

Narvalo (Monodon monoceros)

La collezione naturalistica del Liceo Virgilio annovera, tra i suoi pezzi di pregio, un magnifico dente di narvalo, zanna avvitata a struttura elicoidale di 158,5 cm di lunghezza con una circonferenza di 18 cm alla base, la cui storia è tutt'ora avvolta di mistero. Negli inventari finora reperiti al Virgilio il rostro del cetaceo figura già presente nella dotazione, non risultando oggetto di datata acquisizione specifica. Nella Wunderkammer dei Gonzaga, la grotta ducale delle meraviglie, cuore dell'eclettico collezionismo naturalistico della casata, secondo gli studiosi è probabile fossero presenti più denti di narvalo, dei quali uno di così squisite fattezze da essere singolarmente apprezzato nel 1571 dal naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi e annoverato tra i più belli d'Europa. È noto come, al tempo dei Gonzaga, il dente di narvalo fosse in realtà spacciato per il rostro dell'unicorno, leggendario cavallo con un unico corno sulla fronte celebrato fin dall'antichità, assunto pure nell'iconografia cristiana e fatto oggetto di accanita ricerca da parte dei più raffinati collezionisti. Si riteneva infatti che, tra le sue straordinarie proprietà, il corno proteggesse dalle malattie e dai veleni. Pare così ipotizzabile che, al declinare delle fortune dinastiche della nobile stirpe mantovana, alcuni dei preziosi reperti delle collezioni naturalistiche ospitate nella reggia ducale, sopravvissuti ai saccheggi e alle spoliazioni, siano confluiti – per successive trasmigrazioni – nelle dotazioni dell'Accademia Virgiliana e del palazzo degli Studi. Vi avrebbe provveduto intorno al 1777 l'abate Giovanni Girolamo Carli, segretario perpetuo dell'Accademia, allestendo nell'attuale liceo ginnasio Virgilio due nuove collezioni, tra le quali proprio quella di "produzioni della natura".